giovedì, Gennaio 1, 2026

Parco archeologico della Villa di Tiberio e Museo archeologico nazionale

Sperlonga

Nel 1957 a seguito dei lavori per la realizzazione della strada litoranea Terracina-Gaeta (statale 213 Via Flacca), con un tracciato che in più punti coincide con l’antica via Flacca fatta realizzare da L. Valerio Flacco nel 184 a.C., all’interno della grotta già nota alla popolazione locale, venne alla luce il ricco complesso di sculture oggi esposte al museo di Sperlonga.

Nell’esplorazione vennero messi in luce migliaia frammenti marmorei e furono dunque intrapresi degli scavi che misero in luce la Villa di Tiberio (imperatore tra il 14 e il 37 d.C.). In seguito allo scavo furono recuperati, all’interno della vasca circolare interna alla grotta, più di 15.000 frammenti marmorei, tutti da riferire a gruppi scultorei che narrano diversi episodi legati ad Ulisse e che nel momento del loro ritrovamento ebbero grande risonanza mediatica in quanto attribuiti ai tre scultori rodii ritenuti autori del gruppo del Laocoonte, ben noto al grande pubblico in quanto esposto fin dal 1506 ai Musei Vaticani a Roma.

Nucleo originario del grande complesso monumentale fu una villa marittima costruita nel I sec. a.C. che giunse a Tiberio forse in eredità dalla famiglia materna. In epoca tiberiana la residenza subì una totale ristrutturazione e il grande antro naturale, riccamente allestito, ne entrò a far parte.

Il museo, inaugurato nel 1963, accoglie i gruppi scultorei rinvenuti nella grotta legati alla figura di Ulisse, due dei quali narrano eventi legati alla guerra di Troia, il ratto del Palladio e il c.d. Gruppo del Pasquino (che nella versione sperlongana rappresenta Ulisse e Achille), gli altri due narrano invece due episodi tratti dall’Odissea, il Gruppo di Scilla e quello dell’Accecamento di Polifemo.

A quest’ultimo gruppo appartiene la nota testa raffigurante Ulisse, immagine iconica dell’eroe in tutto il mondo e che ha dato il nome ad un ampio tratto di costa del basso Lazio, la Riviera di Ulisse.

Redazione e informazione
Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio

 

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