giovedì, Gennaio 1, 2026

Complesso San Domenico – Fondi Descrizione del bene

Il Complesso conventuale di San Domenico sorge ai confini del castrum romano di cui ingloba le mura.

Il Convento fu donato a San Domenico dai Benedettini dell’antica Abbazia di San Magno per volere del Conte Ruggiero dell’Aquila, il quale finanziò anche il primo restauro (XII secolo) del Complesso.

Un secondo restauro, risalente al 1466 fu operato dal Conte Onorato Caetani II. A lui si deve anche la sistemazione dell’annesso Chiostro quadrato, con ampio portico a bassi pilastri ottagonali e ad archi ogivali.

Il Convento viene citato spesso in riferimento ai frequenti soggiorni di San Tommaso d’Aquino, che veniva a Fondi per far visita alla sorella, moglie del Conte Ruggiero dell’Aquila. Nella cappella attigua alla Chiesa (trasformata in seguito in Sala Capitolare del Convento), vennero conservate le sue spoglie, prima del trasferimento a Tolosa (Francia).

Nel 1652 Innocenzo X dispone la chiusura dell’intero complesso conventuale e solo nel 1575, dopo un dispendioso restauro sostenuto da papa Clemente X, viene riconsegnato ai Domenicani.

Nel 1809 Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, espulse i Domenicani dal Convento e lo trasformò per breve tempo in caserma militare.

Nel 1826, i frati Spedalieri di S. Giovanni di Dio acquistarono e restaurarono il Convento a loro spese e vi trasferirono la loro casa e l’ospedale di Santa Maria della Sanità.

Nel corso del Novecento, per effetto delle leggi sull’incameramento dei beni ecclesiastici, il convento e i relativi spazi passarono al Comune di Fondi e da qui alla Regione Lazio, che ha recentemente concesso l’utilizzo della Chiesa alla Parrocchia di Santa Maria in Piazza di Fondi.

Redazione Progetti Regione Lazio

 

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